“ODYSSEUS” FRANCESCO GUCCINI

Per non dimenticare – e incoraggiare – coloro che ancora e sempre crederanno nelle avventure. Per chi continuerà a destreggiarsi intrepido fra i maliziosi vortici degli abissi, vivendo dei potenti sortilegi che, pur spesso obliati, riverberano nel pallido dormiveglia della vita. Per coloro che ascoltano, che s’incantano, che sognano, che amano. Per coloro che sbagliano. Per i solitari, i viandanti e i viaggiatori, i testardi, i permalosi, gli ingenui. Perché sarete gli unici, veri, “disegnatori di mondi”.

 

 

“Bisogna che lo affermi fortemente che, certo, non appartenevo al mare
anche se i Dei d’Olimpo e umana gente mi sospinsero un giorno a navigare
e se guardavo l’isola petrosa, ulivi e armenti sopra a ogni collina
c’era il mio cuore al sommo d’ogni cosa, c’era l’anima mia che è contadina,
un’isola d’aratro e di frumento senza le vele, senza pescatori,
il sudore e la terra erano argento, il vino e l’olio erano i miei ori….

Ma se tu guardi un monte che hai di faccia senti che ti sospinge a un altro monte,
un’isola col mare che l’abbraccia ti chiama a un’altra isola di fronte
e diedi un volto a quelle mie chimere, le navi costruii di forma ardita,
concavi navi dalle vele nere e nel mare cambiò quella mia vita…
E il mare trascurato mi travolse, seppi che il mio futuro era sul mare
con un dubbio però che non si sciolse, senza futuro era il mio navigare…

Ma nel futuro trame di passato si uniscono a brandelli di presente,
ti esalta l’acqua e al gusto del salato brucia la mente
e ad ogni viaggio reinventarsi un mito a ogni incontro ridisegnare il mondo
e perdersi nel gusto del proibito sempre più in fondo…

E andare in giorni bianchi come arsura, soffio di vento e forza delle braccia,
mano al timone, sguardo nella prua, schiuma che lascia effimera una traccia,
andare nella notte che ti avvolge scrutando delle stelle il tremolare
in alto l’Orsa è un segno che ti volge diritta verso il nord della Polare.
E andare come spinto dal destino verso una guerra, verso l’avventura
e tornare contro ogni vaticino contro gli Dei e contro la paura.

E andare verso isole incantate, verso altri amori, verso forze arcane,
compagni persi e navi naufragate per mesi, anni, o soltanto settimane…
La memoria confonde e dà l’oblio, chi era Nausicaa, e dove le sirene?
Circe e Calypso perse nel brusio di voci che non so legare assieme,
mi sfuggono il timone, vela, remo, la frattura fra inizio ed il finire,
l’urlo dell’accecato Polifemo ed il mio navigare per fuggire…

E fuggendo si muore e la mia morte sento vicina quando tutto tace
sul mare, e maldico la mia sorte, non provo pace,
forse perché sono rimasto solo, ma allora non tremava la mia mano
e i remi mutai in ali al folle volo oltre l’umano…

La via del mare segna false rotte, ingannevole in mare ogni tracciato,
solo leggende perse nella notte perenne di chi un giorno mi ha cantato
donandomi però un’eterna vita racchiusa in versi, in ritmi, in una rima,
dandomi ancora la gioia infinita di entrare in porti sconosciuti prima…”

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Apple si prende gli Usa, Samsung l’Europa: chi vince (e chi perde) al ‘Risiko’ degli smartphone

Una ricerca pubblicata da Kantar Worldpanel ComTech evidenzia: la Mela domina sul mercato statunitense, Samsung (e Android) nel Vecchio Continente. Sempre più inconsistente il peso del “terzo polo”

image_h_partbAndroid o iOS? Questo è il problema. Nel settore dei dispositivi mobili è ormai partita a due: da un lato c’è Apple con il sistema operativo che ha fatto scuola su iPhone, iPad e iPod; dall’altro c’è Android, la piattaforma nata da una costola di Google sulla quale gira una buona fetta dei dispositivi sfornati oggi da Samsung, Htc, Lg, Sony e via dicendo.

È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato da Kantar Worldpanel ComTech che prende in esame la distribuzione mondiale dei dispositivi mobili in base al software installato. La survey evidenzia un dato su tutti, anzi, due: Apple è in crescita negli Stati Uniti, mercato nel quale ormai detiene più del 50% di quote di mercato; Android si rifà (con gli interessi) in Europa, forte di un market share cresciuto di quasi 10 punti percentuali in un anno, da dal 51,8% del 2011 al 61% del 2012.

Se negli Usa Apple può giocare sul fattore casa, ad alimentare la domanda di dispositivi Android sull’altra sponda dell’Atlantico sarebbe soprattutto l’ottimo exploit di Samsung, società che nel Vecchio Continente gode di un ottimo consenso, grazie anche a una distribuzione molto capillare.Il produttore coreano, sottolinea l’analista, è leader di mercato in nazioni come Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia, laddove raggiunge una quota media del 44,3 nel solo segmento degli smartphone.

Per quanto la situazione appaia ben delineata, gli equilibri sono tutt’altro che stabili. Perché Androidè forte anche nel mercato a stelle e strisce, con un bacino di utenza che supera il 40% del totale. E perché Apple, dal canto suo, continua a crescere in molte nazioni europee (solo in UK ha guadagnato oltre il 5% in un anno) e promette di vendere cara la pelle anche nel midmarket, settore finora praticamente ignorato. Seguendo il canovaccio già tracciato con gli iPad e gli iPod, la società di Tim Cook starebbe infatti meditando di portare al debutto un nuovo iPhone mini, versione “ridotta” del suo ormai celebre telefonino. Un modello che consentirebbe a Cupertino di competere con tutti i terminali Android che oggi si collocano nella fascia compresa fra i 250 e i 500 euro.

Quel che è certo è che per il momento non si intravede ancora un terzo polo in grado di impensierire l’asse Apple-Google (o Apple Samsung che dir si voglia): nel Regno Unito Rim, Symbian e Androidraggranellano complessivamente l’11,2 %; ancor più risicata la quota di mercato negli Stati Uniti, dove – sempre secondo l’analista – le tre società non raggiungono nemmeno il 5% del totale.

 

FONTE: di R. Catania  –  mytech.panorama.it

18 regole sull’uso di iPhone

Le ha scritte e imposte una madre americana al figlio tredicenne, come condizioni per regalarglielo a Natale

iphoneregole Janell Burley Hofmann vive a Cape Code (Massachusetts, Stati Uniti) con marito e cinque figli. Si occupa di programmi per migliorare i rapporti famigliari e tiene un proprio blog personale, i cui post sono anche pubblicati sullo Huffington Post. Per Natale ha deciso di regalare un iPhone al figlio tredicenne Gregory. Il regalo però era accompagnato da un vero e proprio contratto di 18 punti che il figlio ha dovuto sottoscrivere per ricevere e potere utilizzare lo smartphone. La lettera, scritta in modo simile ai veri contratti di licenza d’uso di Apple, contiene alcuni punti piuttosto severi e tassativi (gli orari di utilizzo, la consegna notturna ai genitori, il divieto di cercare contenuti porno), ma è per il resto un invito a usare il nuovo telefono in modo responsabile e intelligente, senza dipendenza. Il testo originale, che abbiamo tradotto qui di seguito, si trova sul blog di Hofmann.

 

Caro Gregory,

Buon Natale! Sei ora il fiero possessore di un iPhone. Accidenti! Sei un ragazzo di 13 anni bravo e responsabile e ti meriti questo regalo. Ma il regalo comprende alcune regole. Leggi bene il seguente contratto. Spero tu capisca che il mio compito è crescerti in modo che tu possa diventare un uomo sano ed equilibrato, che sa stare al mondo e coesistere con la tecnologia, ma non esserne dominato. Se non rispetterai queste regole metterò fine alla tua condizione di proprietario del telefono.

Ti voglio bene e non vedo l’ora di scambiare con te milioni di messaggi nei giorni a venire.

1. Il telefono è mio. L’ho comprato io. L’ho pagato io. In sostanza te lo sto prestando. Sono la migliore o no?

2. Saprò sempre la password.

3. Se suona, rispondi. È un telefono. Di’ “ciao”, sii educato. Non provare mai a ignorare una telefonata se sullo schermo vedi scritto “Mamma” o “Papà”. MAI.

4. Consegna prontamente il telefono a uno dei tuoi genitori alle ore 19.30 dei giorni di scuola e alle ore 21.00 nei fine settimana. Verrà spento per la notte e riacceso alle 7.30 del mattino. Se c’è un momento in cui non ti verrebbe da chiamare qualcuno sul suo telefono fisso perché temi che potrebbero rispondere i suoi genitori, allora non chiamare o non scrivere messaggi. Dai retta all’istinto e rispetta le altre famiglie, come noi vorremmo essere rispettati.

5. Il telefono non viene a scuola con te. Parlaci un po’ con le persone a cui normalmente mandi messaggi. Fa parte delle cose che si devono imparare nella vita. *Sui giorni in cui esci prima da scuola o i giorni di gita è necessaria una valutazione caso per caso.

6. Se il telefono cade nella tazza del water, va in pezzi cadendo a terra o svanisce nel nulla, sei responsabile del costo di sostituzione o riparazione. Taglia l’erba, fai il babysitter, metti da parte i soldi che ti regalano al compleanno. Se succede devi essere pronto.

7. Non usare la tecnologia per mentire, deridere o ingannare un altro essere umano. Non farti coinvolgere in conversazioni che possono fare del male a qualcun altro. Sii un buon amico e non ti mettere nei guai.

8. Non scrivere in un messaggio o una mail qualcosa che non diresti di persona.

9. Non scrivere in un messaggio o in una mail qualcosa che non diresti in presenza dei tuoi genitori. Cerca di censurarti, stacci attento.

10. Niente porno. Cerca sul web contenuti di cui parleresti anche con me. Se hai domande rispetto a qualsiasi cosa, chiedi a una persona – preferibilmente a me o a papà.

11. Spegnilo, rendilo silenzioso, mettilo via quando sei in pubblico. Specialmente al ristorante, al cinema e mentre parli con un altro essere umano. Non sei una persona maleducata, non permettere all’iPhone di trasformarti.

12. Non inviare e non chiedere foto delle tue parti intime o di quelle di qualcun altro. Non ridere. Un giorno sarai tentato di farlo, a dispetto della tua intelligenza. È rischioso e potrebbe rovinare la tua vita al liceo, all’università, della tua età adulta. Il cyberspazio è vasto e più potente di te. Ed è difficile far sparire le cose da questo spazio, inclusa una cattiva reputazione.

13. Non fare miliardi di foto e video. Non c’è bisogno di documentare tutto. Vivi le tue esperienze, rimarranno nella tua memoria per sempre.

14. Lascia il telefono a casa, qualche volta, e sentiti sicuro di questa decisione. Non è vivo e non è una tua estensione. Impara a fare senza. Sii più grande e potente della PDPQ, la paura di perdersi qualcosa.

15. Scarica musica nuova o classica o diversa da quella che ascoltano milioni di tuoi coetanei. La tua generazione ha un accesso alla musica senza precedenti nella storia. Approfittane, espandi i tuoi orizzonti.

16. Gioca a qualche gioco di parole o di logica che stimoli la tua mente, ogni tanto.

17. Tieni gli occhi aperti. Guarda cosa succede intorno a te. Guarda fuori dalla finestra. Ascolta il canto degli uccellini. Fai una passeggiata, parla con uno sconosciuto, fai lavorare la tua immaginazione senza Google.

18. Farai qualche casino. Ti ritirerò il telefono. Ci metteremo seduti e ne parleremo. Ricominceremo da capo. Io e te continuiamo a imparare cose nuove, giorno per giorno. Io sono dalla tua parte, sono nella tua squadra. Siamo insieme in questo.

Spero che tu possa essere d’accordo su questi punti. Molte delle “lezioni” che fanno parte della lista non si applicano soltanto all’iPhone, ma anche alla vita.

Stai crescendo in un mondo in continuo e veloce cambiamento. È eccitante e seducente. Tu cerca di non complicare le cose, ogni volta che puoi. Fidati della tua testa e del tuo grande cuore, più che di ogni apparecchio. Ti voglio bene. Goditi il tuo nuovo favoloso iPhone.

Buon Natale!

Xoxoxo
Mamma

 

ilpost.it

Primo Ministro indiano appello alla pace

Il primo ministro indiano Manmohan Singh, ha sollecitato a mantenere la calma dopo il brutale stupro di gruppo di una giovane donna a bordo di un autobus, che ha scatenato violente manifestazioni per le strade di New Delhi.

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Il primo ministro indiano Manmohan Singh si è appellato alla popolazione dopo la crescente ondata di indignazione pubblica per lo stupro di gruppo di una giovane donna che ha portato a scontri tra polizia e manifestanti nel cuore della capitale durante il fine settimana. Singh, che ha affrontato le feroci critiche a causa del silenzio a riguardo della faccenda dello stupro, ha promesso azioni contro quello che ha definito un crimine “mostruoso”. La vittima 23enne, che è stata aggredita e poi gettata da un autobus in movimento a Nuova Delhi, rimane in ospedale in condizioni critiche.

“Mi appello a tutti i cittadini a mantenere la pace e la calma. Vi assicuro che faremo tutti gli sforzi possibili per garantire la sicurezza e delle donne in questo paese”, ha dichiarato Singh in un discorso televisivo alla nazione.

La polizia ha barricato le strade che portano all’India Gate, un imponente Arco di Trionfo in stile monumentale ai caduti nel centro della città, che è diventato il centro delle proteste da parte degli studenti universitari. Molte stazioni della metropolitana avvolte dalla nebbia cittadina  sono state chiuse, ostacolando i movimenti in città di 16 milioni di persone. L’indignazione per lo stupro e per la lenta ed inefficace risposta è ciò che ha mosso verso la piazza e ad alzare le proprie voci molti manifestanti e commentatori politici, azione che ha oscurato la visita ufficiale dal presidente russo Vladimir Putin. Le autorità indiane hanno affermato che la conferenza stampa congiunta di Singh e Putin sarebbe stata spostata presso la residenza del primo ministro invece che nei pressi del’Indian Gate.

Lo spasmo della violenza durante il fine settimana ha visto le forze di polizia utilizzare manganelli, gas lacrimogeni e idranti contro i manifestanti in tutta la città. Le proteste sono avvenute anche in altre città indiane, ma sono state più tranquille. La ferocia delle manifestazioni nella capitale, spinte dal dilagare dei social network, sembra abbia colto di sorpresa il governo. Singh ha fatto il suo primo commento sulla violenza in una dichiarazione di Domenica, una settimana dopo l’evento.

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Nuova Delhi ha il più alto numero di crimini sessuali tra le principali città indiane, con una violenza  in media ogni 18 ore, secondo i dati della polizia.

Cos’è Poke, la nuova app di Facebook

È solo per iPhone e serve per inviare messaggi, foto e video che si autodistruggono dopo pochi secondi dalla loro lettura: come funziona

poke Nella serata di venerdì 21 dicembre, Facebook ha diffuso una sua nuova applicazione per iPhone che si chiama Poke. Serve per inviare ai propri amici sul social network messaggi istantanei, che si autodistruggono a pochi secondi di distanza da quando vengono letti dal destinatario. Il nuovo sistema ricorda molto Snapchat, una applicazione che sta riscuotendo un discreto successo soprattutto negli Stati Uniti e che serve per inviare da smartphone a smartphone fotografie che si cancellano da sole dopo essere state viste.

Come funziona
Al momento Poke è solamente disponibile per iPhone e può essere scaricato direttamente dall’App Store di Apple. Dopo l’installazione, l’applicazione verifica se lo smartphone è già collegato a un account Facebook e chiede se usare quelle credenziali per configurarsi automaticamente. Poke consente di fare poche cose e molto essenziali, e come per Snapchat questa caratteristica potrebbe essere alla base del suo successo.

L’applicazione mostra diverse opzioni per l’invio e la condivisione di altrettanti contenuti. È possibile inviare un messaggio, una fotografia o un video. Oltre a comporre il proprio messaggio, l’utente indica per quanti secondi (1, 3, 5 o 10) il contenuto potrà essere letto dopo l’apertura prima di distruggersi automaticamente. Una quarta opzione permette anche di inviare i classici “poke”, quelli disponibili da tempo sul social network e che servono per richiamare l’attenzione di un proprio amico, picchiettandolo simbolicamente sulla spalla. Terminata la composizione del contenuto, basta selezionare il destinatario tra i propri amici e inviare il tutto, in attesa di una probabile risposta.

Il sistema può essere usato solamente da iPhone a iPhone e non interessa quindi la versione web di Facebook. È probabile che in futuro alla app per i soli smartphone di Apple se ne aggiunga un’altra per Android, il sistema operativo per dispositivi mobili di Google, o per Windows Phone di Microsoft.

Applicazioni come Poke sono state criticate per favorire la condivisione di immagini ritenute poco appropriate, spesso a sfondo sessuale, da parte degli utenti. Per questo motivo quelli di Facebook hanno previsto un sistema per segnalare i contenuti che gli utenti ritengono inopportuni. Il fatto che i contenuti si autodistruggano entro pochi secondi è secondo molti il principale incentivo per inviare foto o messaggi discutibili. Altri detrattori ricordano che basta effettuare lo screenshot dello schermo del proprio iPhone per salvare il contenuto ricevuto, prima della sua autodistruzione. Poke avvisa comunque gli autori dei messaggi se i loro riceventi effettuano uno screenshot della cosa che hanno inviato.

 

FONTE: ilpost.it

 

“Né Assad né l’Opposizione possono vincere”

Secondo il vice presidente siriano Farouq al Sharaa ne le forze ribelli, che cercano di rovesciare il governo, ne il presidente potranno vincere la guerra civile senza una soluzione negoziata.

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Il vice presidente siriano ha riconosciuto che l’esercito non può sconfiggere le forze ribelli che cercano di rovesciare il regime e ha chiesto un “accordo storico” per salvare il paese dalla rovina. Le rare osservazioni spontanee di Farouq al-Sharaa, un musulmano sunnita in una struttura di potere dominato dalla minoranza alawita di Assad, ha suggerito che il regime assediato può contemplare una strategia di uscita solo quando le forze ribelli si avvicineranno alla capitale, Damasco.

“Non vedo come quello che le forze di sicurezza e le unità dell’esercito stanno facendo potrà portare ad una vittoria definitiva” .

“Tutte queste forze di opposizione non possono portare al rovesciamento del regime ma solo spingere il paese nel caos e un ciclo di violenze senza fine”

“Ogni giorno che passa le soluzioni politiche e militari sono sempre più distanti. Dovremmo essere in grado di difendere l’esistenza della Siria. Non siamo più in una battaglia per difendere un individuo o un regime “.

Sharaa spinge per una soluzione politica negoziata che preveda la formazione di un governo di unità nazionale competente.

Il piano di pace di Teheran

I commenti del vice presidente coincidono con il piano di pace per la Siria delineato da dei funzionari iraniani che parlano di elezioni democratiche che portino verso l’elezione di un nuovo leader a Damasco.

Teheran è l’alleato più vicino e forse l’unico rimasto sul piano regionale ad Assad e l’iniziativa suggerisce un raffreddamento del sostegno da parte dei leader sciiti. L’iniziativa, che sarà quasi certamente rifiutata dall’opposizione siriana, è uno dei segni più chiari che la leadership iraniana sta cercando di coprire le sue scommesse e che vuol rimanere uno dei protagonisti principale negli affari siriani nel caso di un rovesciamento di Assad.

Non è chiaro se i commenti di Sharaa siano stati cronometrati in coordinazione con l’iniziativa iraniana.

“Nonostante la sua retorica, Bashar al-Assad potrebbe ora contemplare una strategia di uscita, quella che gli permetterebbe di cercare rifugio all’estero, con ancora la testa sulle spalle” ha affermato Anthony Skinner, analista della società britannica di analisi del rischio Maplecroft in un’intervista. A Washington, il portavoce del Dipartimento di Stato americano Victoria Nuland ha rimarcato che la dichiarazione di Sharaa “parla della pressione a cui il regime siriano si ritrova sottoposto”. “Purtroppo, però, non è cambiato il comportamento dello stesso, tra cui la brutalità che sta infliggendo al suo popolo” ha aggiunto poi.

Figura controversa

Sharaa, 73 anni, da lungo tempo fedelissimo alla famiglia Assad, è stato una figura controversa ma importante dall’inizio del 21° mese della ribellione. All’inizio della rivolta era stato responsabile delegato per lo svolgimento del dialogo con l’opposizione in quanto abile diplomatico e musulmano sunnita, come lo sono la maggior parte dei sostenitori dell’opposizione.

E ‘apparso in pubblico alla fine di agosto per la prima volta dopo settimane che lo davano come disertore.

Sharaa ha offerto una valutazione insolitamente cupa della guerra civile ed ha anche criticato il modo in cui il governo ha gestito la crisi. In una critica velata della repressione, ha affermato che dovrebbe esserci una differenza tra il dovere dello Stato di garantire la sicurezza ai suoi cittadini e “perseguire una soluzione di sicurezza per la crisi”.

Ha continuato affermando che anche Assad non era certo di dove avrebbero condotto gli eventi ma che chi lo ha incontrato sicuramente avrà sentito che: “si tratta di una lotta lunga … e lui non nasconde la sua volontà di risolvere le questioni militarmente per raggiungere una soluzione definitiva” .

Nel mese di ottobre la leadership turca sembrava spinta verso una svolta diplomatica per promuovere Sharaa come possibile figura alla guida di un’amministrazione transitoria che guidi verso la fine al conflitto. “Non c’è leader migliore di Farouq al-Sharaa, per il momento” afferma il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu, aggiungendo che Sharaa è uno dei pochi a non esser stato coinvolto nelle violenze e nei massacri.

L’opposizione siriana è profondamente frammentata e varie fazioni sarebbero probabilmente d’accordo sull’accettazione di Sharaa alla guida di un governo transitorio anche se quest’ultimo ha dichiarato che  non è alla ricerca di un ruolo.

Fonte: Al Jazeera

Stop alle armi d’assalto per gli U.S.A.

La lobby delle armi negli Stati Uniti si trova di fronte ad una nuova serie di sfide che metteranno in discussione il potere finanziario e politico.Alcuni degli alleati più importanti, infatti, hanno chiesto una legge che garantisca un controllo e una limitazione sulla vendita ed il possesso di armi, in seguito a quella che è stata una tragedia che ha investito la coscienza del popolo americano e i suoi leader. A Washington, un trio di nuovi senatori, tutti eletti con l’appoggio National Rifle Association, si sono detti pronti a mettere in discussione le leggi sulle armi. La Casa Bianca ha dato un segnale di forte sostegno al Presidente Obama per ripristinare il divieto di possesso delle armi d’assalto.

Ancora lontana, però, la nuova e tanto attesta e propugnata legge sulla regolamentazioni delle armi da fuoco anche se il mondo finanziario è già in fermento. Cerberus Capital Management, uno dei maggiori investitori nel settore, ha dichiarato di voler abbandonare il commercio delle armi. Dick Sporting Goods ha promesso che smetterà di vendere “fucili sportivi moderni”, almeno temporaneamente. Tutto questo sarebbe sembrato impossibile una settimana fa, prima che un uomo con un fucile semiautomatico uccidesse 20 studenti e sei adulti venerdì in una scuola elementare a Newtown, Connecticut, quando improvvisamente il dibattito sulle armi ha assunto più incidenza. “Non c’è bisogno di un fucile automatico per una difesa efficace a casa e di sicuro non ne hanno bisogno per la caccia”  afferma il Rep. Martin Heinrich, un senatore appena eletto nel New Mexico che ha avutol’appoggio dall’ANR. “Questo è davvero troppo potere distruttivo. E sfida il senso comune. ”

L’ NRA, che era rimasta in silenzio dopo la tragedia, ha rilasciato una dichiarazione dicendo che martedì si erano astenuti dal commentare per rispetto delle famiglie Newtown, ma è pronta ad offrire un contributo significativo per assicurarsi che questo non accada mai più. L’organizzazione ha detto che terrà una conferenza stampa venerdì a Washington.

L’industria pistola degli Stati Uniti è stato uno dei più brillanti macchie nell’economia degli Stati Uniti negli ultimi anni, anche attraverso la recente recessione. Quest’anno, collezionato 11,7 miliardi dollari di fatturato e 992 milioni dollari di profitti, secondo la società di ricerca IBISWorld.

La crisi finanziaria e l’elezione di Obama ha visto un aumento delle vendite di armi. Molti acquirenti erano preoccupati per l’aumento della criminalità nel corso della crisi e la prospettiva di nuove regole di controllo delle armi da parte dell’amministrazione Obama. Dal 2007, l’industria è cresciuta ad un ritmo 5,7 per cento annuo. L’industria ha prodotto più di 6 milioni di armi lo scorso anno – un numero che è raddoppiato negli ultimi dieci anni, secondo un rapporto di ricerca. Circa la metà di questi erano pistole, mentre i fucili costituiscono il 35 per cento del totale. Martedì, alcuni dei più grandi produttori di armi nel paese hanno visto il valore della loro azioni in caduta libera. Questo potrebbe esser causato dalla paura di nuove restrizioni sulle vendite delle armi.

Alla Casa Bianca, il segretario Jay Carney ha affermato che Obama è esplicitamente a sostegno delle varie misure richieste dai gruppi di controllo delle armi. Ha proposto una reintegrazione del divieto delle armi d’assalto, scaduto nel 2004. Il Sen. Dianne Feinstein (California) ha promesso di introdurre questo tipo di legislazione il primo giorno del nuovo Congresso che accadrà il mese prossimo.

Fonte: Washington Post

Raccontare

Giovanni De Mauro È il direttore di Internazionale.

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Sono uno studente di giurisprudenza di 19 anni. Le posso chiedere tre consigli che si sentirebbe di dare a un ragazzo che vuole diventare giornalista?–Elia Baggio

1. Impari l’inglese. Subito. Senza perdere tempo. Metta da parte tutto quello che sta facendo, prenda il primo biglietto low cost per Londra, cerchi un lavoro qualsiasi con cui pagare una stanza e un corso serale. Resti all’estero almeno sei mesi, se possibile un anno. Impari a parlare, leggere e scrivere l’inglese benissimo. E se già lo parla bene, lo migliori. Parlare bene l’inglese le sarà utile sempre, anche se dovesse scegliere un altro mestiere.

2. Legga. Moltissimo. Di tutto. Romanzi, saggi, racconti, inchieste, reportage. Segua i suoi gusti, i suoi autori preferiti, le sue passioni. Si formi un’opinione. E se vuole tre libri sul giornalismo, cominci con L’affare Watergate, di Carl Bernstein e Bob Woodward (Garzanti). È il racconto dei due reporter del Washington Post che con la loro inchiesta contribuirono alla caduta di Richard Nixon. Vale cento manuali di giornalismo. PoiIl giornalista quasi perfetto, di David Randall (Laterza). Come si riconosce un buon giornalista? Cos’è una notizia? Da dove arrivano i buoni articoli? Per finire Post industrial journalism, un saggio di C.W. Anderson, Emily Bell e Clay Shirky. È appena uscito. Se cerca con Google lo trova sul sito della Columbia journalism school, gratis, in inglese (vede perché è importante parlare bene l’inglese?). In 122 pagine c’è il futuro del giornalismo.

3. Scriva. Sempre. Tutti i giorni. Un tweet, un post, una lettera, un articolo. Rispetto alle generazioni che l’hanno preceduta, ha la fortuna di avere a disposizione uno strumento straordinario: internet. Lo sfrutti. La rete è la sua più grande alleata, per fare ricerche, per entrare in contatto con altri giornalisti, per cominciare a raccontare le sue storie anche se non lavora in un giornale. Cerchi di scrivere in modo chiaro e semplice. Non abbia paura di far rileggere i suoi articoli a qualcuno di cui si fida prima di pubblicarli. Esca. Si guardi intorno. Sia curioso. Faccia domande. Il mondo è pieno di storie incredibili che aspettano solo di essere raccontate. E i buoni giornalisti non saranno mai abbastanza.

Internazionale, numero 979, 14 dicembre 2012