Addio al premio Nobel Rita Levi Montalcini – 30/12/2012

+++ FLASH +++ E' MORTA RITA LEVI MONTALCINI +++ FLASH +++

E’ morta Rita Levi Montalcini, illustre scienziata e senatrice a vita. Aveva 103 anni e aveva ricevuto anche il Premio Nobel per la medicina nel 1986. Il noto personaggio era nato a Torino, il 22 aprile 1909. Furono proprio le ricerche di Levi Montalcini che negli anni ’50 portarono a scoprire il fattore di accrescimento della fibra nervosa. E’ stata la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Proprio per i suoi ampi meriti nella scienza e nella società nel 2001 è stata nominata senatrice a vita.

Rita Levi Montalcini (in una combo)

 

Facebook comprerà anche WhatsApp?

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Dopo aver comprato Instagram, Facebook potrebbe avere nel mirino un’altra grande realtà del mondo mobile: WhatsApp. Secondo l’autorevole sito statunitense TechCrunch, infatti, Mark Zuckerberg sarebbe intenzionato ad acquistare il noto servizio di messaggistica gratuita.

Ecco una parte di quanto riportato:

“WhatsApp, l’applicazione multi-piattaforma di messaggistica mobile che è riuscita ad ottenere successo senza banner pubblicitari, è entrata in contatto con Facebook per essere acquisita, secondo alcune fonti vicine alla situazione.

Stiamo ancora indagando sul potenziale prezzo ed altri dettagli in merito allo stato dell’accordo. Ma essendo il settore mobile il campo di battaglia più “sanguinoso” un’acquisizione del genere potrebbe avere un senso.”

Al momento si tratta ovviamente solo di speculazioni, ma sarebbe senz’altro un gran colpo per il colosso del social networking: WhatsApp può contare infatti su più di mezzo miliardo di utenti attivi e un miliardo di messaggi scambiati al giorno, numeri destinati a salire con l’esplosione del mercato mobile. Sicuramente ne sapremo di più nei giorni a venire: in caso di novità, vi aggiorneremo.

FONTE: Androidiani.com

SAMSUNG E IL FUTURO DELLA “SMART TECHNOLOGY”

Si piegano, si avvolgono, si indossano. I vantaggi? Banalmente si potrà infilare il telefono in tasca senza rischio che si frantumi. I display flessibili per smartphone potrebbero essere sul mercato entro la prima metà del 2013. Dopo anni di sviluppo e di false anticipazioni sui siti di tutto il mondo, due fonti autorevoli come Wall Street Journal e Bbc si sono sintonizzate sull’annuncio: Samsung sarebbe pronta a dare il via alla produzione di massa di schermi flessibili, in plastica (anziché in vetro) per rendere i telefonini più leggeri, indistruttibili e, soprattutto, pieghevoli.

Anche LG, Philips, Sharp, Sony e Nokia stano lavorando su questo fronte, ma l’azienda coreana, che da tempo sta sfornando prototipi, sembra intenzionata a bruciare la concorrenza. E a mettere fuori gioco Apple, che ha già depositato una richiesta di brevetto per dispositivi elettronici con display flessibili.

SOTTILI E RESISTENTI – Diverse le tecnologie che consentono di ottenere il risultato: Samsung usa gli schermi Oled (Organic Light Emitting Diode), capaci di emettere luce propria – più sottili e leggeri del tradizionale Lcd, retroilluminato – molto sottili e compatibili con un supporto flessibile quale può essere la plastica o un foglio metallico, che garantirebbe, oltre alla flessibilità, anche la durata. Per i suoi schermi flessibili, Samsung ha registrato un novo marchio: «Youm». Invece del classico vetro, monta più strati di pellicola. Lo schermo, morbido e flessibile, diventa avvolgibile praticamente ovunque.

Al Consumer Electronic Show 2011, Samsung aveva già dimostrato questa tecnologia in uno schermo malleabile di 4.5 pollici, con uno spessore di 0.3 millimetri, suscettibile di essere piegato in forma cilindrica senza rompersi.

DAL FRIGORIFERO AL PARABREZZA – Un assaggio dei possibili impieghi è suggerito dal filmato visibile sul sito OLED-Display.net (clicca sul video sopra): frigoriferi con schermi interattivi, parabrezza che mostrano informazioni sul percorso, monitor trasparenti, display arrotolati in una penna.

I COSTI – La ricerca in questa direzione è partita negli ani ’60, quando sono comparsi sul mercato i primi pannelli solari pieghevoli. Il primo prototipo di display ripiegabile a tecnologia Oled l’ha presentato Philips nel 2005. Che cosa è cambiato da allora? L’azienda sudcoreana sembra aver individuato il punto di compromesso tra tecnologia e costi di produzione, anche se Samsung non ha detto al Journal quanto voglia davvero investire nei nuovi dispositivi flessibili. L’articolo riporta solo che «una persona che conosce la situazione» ha riferito che i dispositivi frutto di questa innovazione saranno presentati nella prima metà del 2013. Il Galaxy s4 – atteso per maggio – potrebbe essere il prossimo dispositivo «pieghevole» della storia.

GLI ALTRI – La Bbc fa il punto sullo stato dell’arte della tecnologia. E cita anche il primo e-reader, il Kindle Amazon, che impiega uno schermo di plastica, con tecnologia e-ink. Ma la scocca del dispositivo è rigida. Innovazioni a metà, frenate per una questione di costi. Un analista del settore hi-tech, Abhigyan Sengupta, della MarketsAndMarkets, che ha recentemente pubblicato uno studio sugli scrhermi pieghevoli, spiega che un prodotto interamente flessibile – fronte, retro, batterie, touchscreen – avrebbe ancora costi troppo elevati.

CARBONIO – Un altro materiale delle meraviglie è il grafene, un materiale cristallino, bidimensionale, costituito da un singolo strato di atomi di carbonio. Leggero, resistente (100 volte più dell’acciaio), flessibile (5 volte più dell’acciaio), trasparente, impermeabile, con ottima conducibilità (termica, elettrica ed elettronica). Scoperto dagli scienziati André Geim e Kostya Novoselov, premio Nobel per la fisica nel 2010, ha un campo di impieghi potenzialmente sterminato, in elettronica e in varie tecnologie come perfetto sostituito del silicio. L’asso nella manica di Andrea Ferrari, ricercatore dell’Università di Cambridge, che per la Nokia studia dispositivi pieghevoli: telefoni, tablet, pannelli solari e schermi tv.

FONTE: Corriere.it
Telefonino.net

Iphone 5s vs Samsung Galaxy S3

 

Apple potrebbe avviare la produzione dei componenti di iPhone 5S a dicembre. Samsung, invece, non avrebbe alcun motivo e alcuna fretta per imprimere un’accelerazione in seno alla roadmap messa nero su bianco per Samsung Galaxy S4. Stando a un report firmato Commercial Times e diffuso online da DigiTimes, già dal prossimo mese Apple potrebbe dare avvio alla prima fase di produzione di iPhone 5S, destinato a succedere ad iPhone 5. A dicembre, la supply chain messa in piedi da Apple in Asia dovrebbe occuparsi di produrre tutti i componenti necessari per la produzione e l’assemblaggio di iPhone 5S. Queste due fasi successive dovrebbero invece prendere avvio nel primo trimestre del 2013. Le indiscrezioni che muovono da Oriente lasciano supporre che Apple abbia intenzione di anticipare la presentazione e il lancio di iPhone 5S. L’attuale tempistica seguita in quel di Cupertino suggerisce l’arrivo a scaffale di iPhone 5S per ottobre 2013. Le voci asiatiche, invece, sparigliano le carte in tavola, e lasciano campo aperto a nuove ipotesi inerenti alla data di uscita sul mercato di iPhone 5S.

Sostiene Commercial Times che l’avvio della produzione dei componenti di iPhone 5S sarebbe stata anticipata per evitare il verificarsi dei problemi che la supply chain Apple sta incontrando con iPhone 5. Foxconn non riesce a soddisfare le richieste di mercato. Non manca chi suggerisce che l’accelerazione impressa da Apple sia da correlare in realtà alla delusione generata da iPhone 5 presso gli utenti e i consumatori. L’ipotesi non sembra però tenere in considerazione che una parte consistente della disaffezione nei confronti di Apple muove dalle disattese promesse di iOS 6.

In merito a Samsung Galaxy S4, recenti indiscrezioni invitavano a guardare al Mobile World Congress 2013 quale teatro per la presentazione dell’erede di Samsung Galaxy S3. Secondo non pochi esperti di settore, il produttore sudcoreano seguirà in realtà la tabella di marcia predisposta a suo tempo proprio per Galaxy S3. Quest’ultimo è stato presentano in un evento dedicato andato in scena a Londra lo scorso maggio. Samsung Galaxy S4 dovrebbe dunque essere svelato nel corrispondente mese del 2013. Apple, se le indiscrezioni di cui sopra dovessero trovare conferma, potrebbe rispondere a stretto giro di posto con iPhone 5S.

Fonte: webmasterpoint.com

TUMORE: NUOVA MOLECOLA CONTRO PK-M

Roma, 31 ottobre 2012 – Nella lotta al cancro, la ricerca delle cura potrebbe aver segnato un passo importante. I ricercatori dello statunitense Cold Spring Harbor Laboratory hanno scoperto una molecola che “obbliga” le cellule tumorali a suicidarsi.  Gli studiosi hanno esaminato diversi tipi di tumore al cervello.

Come riporta il quotidiano spagnolo El Mundo, le cellule malate presentavano una mutazione di un gene denominato Pk-M il quale produce una proteina che stimola la crescita cellulare ad una velocità molto maggiore rispetto alle cellule sane.

Perché un tumore proliferi e sopravviva ha dunque bisogno di  una grande quantità di questa proteina: i ricercatori sono riusciti a mettere a punto una molecola in grado di inibirne l’azione, facendo in modo che le cellule tumorali si comportino come quelle sane e dunque subiscano l’apoptosi, o morte programmata.

Tuttavia, l’indagine si trova a uno stadio iniziale e saranno necessari studi su animali e valutazioni dei possibili effetti secondari prima che si possa parlare di applicazioni cliniche.

Fonte: quotidiano.net

Ragazzina beve 1,5 litri di energy drink e muore

L’abuso della bevanda energetica Monster potrebbe aver causato la morte di una ragazza di 14 anni negli Usa

Può metterti le ali, ma può anche ucciderti: una quattordicenne del Maryland ha bevuto due grosse lattine di Monster Energy e ventiquattro ore dopo è crollata. Due lattine della nota bevanda energetica da 0,7 litri corrispondono alla caffeina contenuta in sette lattine di Coca-Cola. L’autopsia ha confermato che Anaïs F. è deceduta a causa di un «grave scompenso cardiaco dovuto all’avvelenamento da caffeina». La famiglia della giovane ha deciso di fare causa al gruppo, questo è precipitato in borsa, mentre la Food and Drug Administration sta indagando altre morti sospette.

 

Monster Energy (Ap)

ACCUSA – L’abuso dell’energy drink, Monster Energy, potrebbe aver causato la morte di una ragazza di 14 anni. La denuncia è scattata nei giorni scorsi da Wendy Crossland, madre della giovane deceduta a fine dicembre 2011 per un’aritmia cardiaca. La donna ha avviato un’azione legale contro l’azienda produttrice collegando il decesso della figlia Anaïs all’abuso della bevanda, riferisce il New York Times. Se nel frattempo l’azienda americana ha respinto ogni accusa – evidenziando come la morte della ragazza non sia in alcun modo riconducibile all’assunzione della bevanda – a Wall Street Monster Beverage ha terminato la seduta di lunedì in ribasso del 14,2% (da metà giugno il titolo ha perso oltre il 40% del suo valore). Monster Beverage ha inoltre sottolineato che – dopo aver venduto oltre 8 miliardi di lattine – è la prima volta in 16 anni che viene riscontrato un legame tra la bevanda e un decesso. 

MORTI SOSPETTE – Ciò nonostante non è l’unica accusa di questo tipo contro la società. Shelly Burgess, portavoce della Food and Drug Administration, ha detto al New York Times di aver ricevuto negli ultimi tre anni cinque segnalazioni di decessi che potrebbero esser stati causati da un consumo eccessivo dell’energy drink. Le bevande analcoliche negli Stati Uniti possono contenere non oltre 71,5 milligrammi di caffeina per 0,35 litri. Tale limite non viene tuttavia applicato agli energy drink visto che sono considerati degli integratori alimentari. Nelle lattine di Monster Energy da 700 millilitri sono contenuti 240 milligrammi di caffeina, 50 mg più che nella lattina della concorrente Red Bull. Per le giovani ragazze e i ragazzi le bevande energetiche sono una «trappola mortale», accusa la madre della 14enne. Il produttore deve prendere atto che il suo prodotto «può uccidere».

Fonte: Corriere della Sera

L’Accademia del Vaticano promuove le idee di Darwin

Il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, WernerArber, biologo premio Nobel per la medicina nel 1978, ha tenuto il 12 ottobre scorso una relazione sui rapporti tra scienza e fede, presentata al Pontefice e ai membri del Sinodo dei vescovi, nella quale ha illustrato con chiarezza le basi della spiegazione evoluzionistica contemporanea. Il testo integrale è disponibile sul sito dell’Accademia.

FORZA MOTRICE – Nel contesto di una riflessione «sulle mutue relazioni e compatibilità tra la conoscenza scientifica e i contenuti fondamentali della fede», Arber ha scelto come esempio di acquisizioni scientifiche essenziali l’evoluzione dell’universo e l’evoluzione della vita sulla Terra, in quanto «fatti scientifici stabilmente accertati». Il microbiologo dell’Università di Basilea, succeduto a Nicola Cabibbo alla fine del 2010, ha poi spiegato che le variazioni genetiche spontanee e la selezione naturale costituiscono la forza motrice dell’evoluzione biologica. Arber ha elencato anche i molteplici meccanismi di variazione genetica contingente che alimentano il processo selettivo e che rendono conto dell’accumulo di quei cambiamenti microevolutivi che costituiscono il presupposto per l’evoluzione della biodiversità.

EVOLUZIONE BIOLOGICA – In sintesi: l’evoluzione biologica è un fatto e la sua spiegazione è neodarwiniana. Dinanzi a un tale uditorio, sentire che, a fronte di una costante generazione di variazione genetica, «sarà poi la selezione naturale a vagliare e a mantenere quelle rare varianti che procurano un vantaggio funzionale all’organismo» è una novità significativa, una buona premessa per superare fraintendimenti ancora presenti in alcuni settori conservatori del mondo cattolico, che si ritroveranno senz’altro spiazzati da questa presa di posizione autorevole.

SVOLTA – La svolta è importante per almeno due ragioni. Con la sua relazione il presidente dell’Accademia pontificia smentisce quanto dichiarava il cardinale di Vienna Christoph Schönborn, sul New York Times del 7 luglio 2005, a proposito della falsità dell’evoluzione per selezione naturale e della «palmare evidenza di un disegno biologico» riscontrabile dagli scienziati. In secondo luogo, dopo anni di confusioni sull’esistenza di presunte «teorie alternative», quello di Arber è un chiarimento salutare. Pur non volendo essere assimilati al creazionismo americano, persistono infatti ancora oggi movimenti d’opinione che rifiutano per motivi religiosi la validità della spiegazione evoluzionistica corrente (che è saldamente darwiniana nel suo nucleo, pur con tutti i profondi aggiornamenti ben puntualizzati da Arber). Il premio Nobel ha sottolineato che esistono altri modi per cercare una compatibilità tra fede e scienza, nella sfera della ricerca personale di ognuno, senza negare le conoscenze scientifiche acquisite.

SEGUITO – Con un certo coraggio, ha aggiunto che se Gesù Cristo fosse ancora vivo «sarebbe favorevole all’applicazione di una solida conoscenza scientifica per il bene a lungo termine dell’umanità». In tal senso, «i metodi recentemente adottati nel preparare gli organismi transgenici seguono le leggi naturali dell’evoluzione biologica e non comportano rischi legati alla metodologia dell’ingegneria genetica». Sarà interessante per tutti scoprire quale seguito avranno questi consigli nella comunità alla quale si rivolgono. Forse adesso la serena accettazione dell’evoluzione darwiniana è un po’ più vicina.

Fonte: Corriere della Sera

La balena che imita la voce umana

Una balena bianca nell'acquario di Valencia (fonte: Carquinyol)

 

Guarda il video:

Una balena che fa il verso all’uomo. Per la prima volta, dei ricercatori sono stati in grado di dimostrare, attraverso un’analisi acustica, che le balene (o almeno un esemplare molto speciale di balena bianca, possono imitare la voce degli esseri umani. Pubblicato sulla rivista Current Biology, lo studio è stato coordinato da Sam Ridgway, dell’Università della California a San Diego. Il risultato dimostra che un cetaceo ha imitato i versi di una conversazione tra persone nel tentativo di comunicare con l’uomo.

Le prime osservazioni risalgono al 1984, quando negli Stati Uniti i ricercatori cominciarono a notare alcuni suoni inusuali vicino alla recinzione della balena e dei delfini dell’acquario del National Marine Mammal Foundation di San Diego. Sembrava di sentire due persone che facevano una conversando in lontananza, raccomtano gli studiosi. A ‘parlare’ era una balena bianca di nome Noc. Un esemplare che viveva spesso in presenza degli esseri umani.

Normalmente le balene producono suoni con meccanismi fisiologici molto diversi da quelli che gli uomini utilizano per parlare. ”Le nostre osservazioni suggeriscono che la balena ha dovuto modificare i propri meccanismi vocali al fine di riprodurre un discorso attraverso dei suoni”, ha commentato Ridgway. ”Uno sforzo così evidente – prosegue – suggerisce una motivazione al contatto, ciò che abbiamo sentito, erano chiaramente un esempio di apprendimento vocale dalla balena bianca”.

Altri casi simili sono stati riscontrati in precedenza, ma secondo le registrazioni, i suoni della balena avevano un ritmo e delle frequenze simili al linguaggio umano, ma di numerose ottave inferiori ai suoni tipici delle balene.

Purtroppo, dopo aver vissuto 30 anni al National Marine Mammal Foundation, Noc è morta cinque anni fa, lasciando però un’importante e indelebile traccia del suono della sua voce.

Fonte: ANSA