U.S.A. vs i super ricchi

Incoraggiati dalla sua vittoria elettorale di novembre e con i sondaggi che mostrano un notevole consenso per una proposta di aumentare le tasse sui ricchi, il presidente americano Barack Obama sta prendendo in considerazione una linea più dura nel suo primo faccia a faccia con i repubblicani da quando ha vinto il secondo mandato.

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La polvere delle elezioni di novembre si è appena dissolta ma il presidente americano Barack Obama è già tornato sul campo di battaglia. Il suo avversario, ovviamente, rimane il partito repubblicano, ma questo scontro si combatterà a colpi di tasse. Per il presidente, così come per molti americani il 2% della popolazione più abbiente dovrebbe pagare più tasse per ridurre parte del disavanzo publico. Le linee sono state chiaramente tracciate: Obama dice di sì, i suoi avversari dicono di no.

Sostenuto da una vittoria decisiva contro lo sfidante repubblicano Mitt Romney  e  con l’approvazione del grande pubblico grazie alla sua presa di posizione sulla questione, il presidente ha adottato un tono più duro che indica che egli sia disposto a esercitare il suo potere in modo più muscolare durante il suo secondo mandato. La strada verso l’aumento delle tasse per i più ricchi è un’inequivocabile allontanamento dai passi percorsi nei quattro anni precedenti, nei quali, il presidente, si era distinto per la pragmatica politica di accordi con la parte repubblicana in nome di un bene superiore, quali erano la legislazione sulla spesa pubblica, la riforma sanitaria e la riduzione del deficit. I sondaggi hanno dimostrato che fino a due terzi degli americani sono a favore di maggiori imposte per i ricchi.

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La nuova fiducia del presidente si è riflessa anche nel piano che ha steso la scorsa settimana nel quale ha chiesto, non solo gli 1,6 miliardi di dollari che verranno prelevati attraverso le tasse in 10 anni ai più ricchi, ma anche 50 miliardi di dollari come stimolo monetario supplementare, il quale comprende sussidi per i disoccupati di lunga durata e investimenti nelle infrastrutture. Il piano di Obama, attraverso questi nuovi prelievi, è quello di non tagliare la spesa pubblica sul Medicare, il servizio sanitario finanziato dal governo per gli anziani, ne tantomeno sul Medicaid, servizio sanitario per i più poveri e i disabili, così come aveva previsto lo scorso anno.

Durante il suo primo mandato, Obama è stato ampiamente criticato per non aver sufficientemente prestato attenzione, attraverso le sue politiche, al popolo americano (l’americano medio NDA). Nel tentativo di porre rimedio, il presidente, ha recentemente ospitato una campagna in cui ha esposto il suo piano di riduzione del disavanzo tra gruppi di piccoli imprenditori, amministratori delegati di grandi imprese e la classe media americana.

I Repubblicani della Camera, tuttavia, sono irremovibili. Obama si rifiuta di introdurre tagli sulla spesa a meno che i repubblicani non accettino tasse più alte per i ricchi. I Repubblicani, intanto tengono duro, sperando di poter aver entra,be le soluzioni, tagli alla spesa pubblica senza l’aumento delle tasse per i più ricchi, da cui il partito ottiene la maggioranza dei supporti, monetari e di voti.

Fonte: Washington Post e France24

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