D I S . A M B . I G U A N D O

Non ho mai creduto – come molti – alla possibila vittoria di Matteo Renzi alle primarie del centrosinistra. Non ci ho mai creduto, però, per ragioni diverse da quelle che molti – lui stesso incluso – hanno sempre addotto: perché il cosiddetto “apparato” del Pd gli era contro (dai parlamentari ai dirigenti locali), perché il cosiddetto “popolo di sinistra” è più conservatore che innovatore, e così via. No. Per non crederci bastava osservare con attenzione lamacchina comunicativa che i suoi (Giorgio Gori in testa) gli hanno allestito per l’occasione: le ragioni della sconfitta erano scritte tutte lì dentro. C’erano all’inizio e ci sono rimaste fino alla fine. Eccole:

Renzi

  1. La comunicazione di Renzi era fuori target: troppo patinata, troppo smagliante, troppo televisiva, troppo copiata da quella americana, e perciò non adatta all’elettorato di centrosinistra italiano, che da vent’anni è abituato, da un lato, a collegare gli effetti sons…

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