Il nuovo faraone?

Il presidente egiziano Morsi difende la concessione di nuovi poteri illimitati a se stesso, affermando che serviranno per sradicare la corruzione dilagante nel paese.

 

Le proteste continuano per il secondo giorno in Egitto, come riportato dagli attivisti che hanno annunciato una settimana di sit-in in piazza Tahrir, al Cairo. Le manifestazioni, che sono state innescate dalla decisione del presidente egiziano Mohamed Morsi di concedere a se stesso controversi nuovi poteri che lo metterebbero al di sopra del potere giudiziario, sono iniziate di nuovo di sabato, anche se con solo poche centinaia di manifestanti. Scontri minori sono scoppiati quando i manifestanti su Mohamed Mahmoud Street, vicino a piazza Tahrir, hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza, le quali hanno risposto con gas lacrimogeni. Insistendo sulla necessità di sradicare quello che lui chiama “punteruoli che intaccano l’Egitto”, Mohamed Morsi ha dichiarato venerdì: “Non mi piace ricorrere a misure eccezionali, ma lo farò, se vedrò che il mio popolo, la mia nazione e la rivoluzione egiziana saranno messe in pericolo “.

Morsi, sostenuto dai recenti riconoscimenti per la mediazione della tregua tra Hamas e Israele, ha ordinato che un’assemblea costituente, giovedì, dominata dai Fratelli Musulmani scrivesse la nuova costituzione, inviolabile ne abrogabile da azioni legali. Membri liberali e laici hanno lasciato il gruppo in quanto la loro carica istituzionale avrebbe previsto l’imposizione di rigorose pratiche islamiche.

L’annuncio ha portato a scontri in diverse città tra sostenitori e oppositori del presidente egiziano, un chiaro segno della polarizzazione che affligge il paese.

Nel più grande raduno, venerdì, migliaia di manifestanti hanno cantato e ballato al Cairo, in piazza Tahrir, il cuore della rivoluzione del 2011, chiedendo a Morsi le dimissioni, accusandolo di “colpo di stato”. Migliaia di manifestanti si sono riuniti in piazza Tahrir dopo che i leader dell’opposizione hanno chiesto una “marcia di milioni di uomini” per protestare contro quello che dicono è un colpo di stato da parte di Morsi.

“Gli slogan scanditi a piazza Tahrir sono gli stessi che sono stati cantati durante la rivoluzione”, “Solo il nome del presidente è cambiato.” riportano gli inviati di varie testate internazionali. Tra i manifestanti era presente Mohamed El Baradei, ex capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Giovedi, El Baradei, che ha partecipato alle proteste del 2011, afferma “Morsi si è nominato nuovo faraone d’Egitto”.

Un certo numero di persone si sono accampate durante la notte nella piazza di quella che dicono sarà una settimana di sit-in, principalmente organizzati da liberali e sinistra egiziana. I manifestanti come Ahmed Moamen dicono di sentirsi traditi da Morsi. “Io non sono felice delle azioni dei Fratelli Musulmani e di Morsi”, ha detto alla Associated Press. “Io sono una delle persone che hanno votato per Morsi, ma sono stato deluso.”

Ad Alessandria, Port Said e Suez, le proteste diventata violenta.

Almeno 100 persone sono rimaste ferite in scontri tra sostenitori e oppositori del presidente. La sede del partito di Morsi, Libertà e Giustizia, con sede ad Alessandria è stata data alle fiamme dai manifestanti nel pomeriggio di venerdì. Gli uffici del partito sono stati attaccati in cinque città diverse.

‘Siamo tutti insieme’

Centinaia di sostenitori di Morsi si sono radunati fuori dal palazzo presidenziale del Cairo venerdì per esprimere sostegno nei suoi confronti. Nel suo discorso Morsi ha detto: “Non sarò mai contro nessun egiziani perché siamo tutti insieme e abbiamo bisogno di dare impulso alla libertà e alla democrazia.” Ha inoltre aggiunto “Mi piace l’idea secondo la quale sia possibile sostenere ciò che si vuole, di avere la stabilità e la sicurezza, la sicurezza della persona e la sicurezza della nazione.”

Il suo obiettivo è di raggiungere la stabilità sociale ed economica in Egitto. In questo modo, ha detto, si arriverà a “l’eliminazione degli ostacoli del passato”.

“Io non voglio avere tutti i poteri per me ma se vedrò che la mia nazione è in pericolo, agirò. Devo.”

Morsi, le cui radici sono inserite nei Fratelli Musulmani, si è anche dato ampi poteri che gli hanno permesso di licenziare l’impopolare procuratore che ha aperto la porta per un nuovo processo per Mubarak ed i suoi collaboratori.

Il decreto del presidente mirava a porre fine all’impasse giudiziario e spingere l’Egitto, la nazione più popolosa del mondo arabo, più rapidamente verso il suo percorso democratico.

Secondo alcune fonti, molti dei sostenitori di Morsi sono stati trasportati in autobus da diverse parti del paese per contrastare quelli rimasti delusi dal decreto del presidente. “Il presidente Morsi è apparso oggi parlando a tutti gli egiziani … ma ha parlato su un palco direttamente al suo collegio elettorale di fronte al palazzo presidenziale”, secondo Abdel-Hamid, inviato di Al-Jazeera. “Molte persone qui vi diranno che se lui fosse un presidente per tutti gli egiziani, avrebbe dovutoparlare alla nazione dal suo ufficio, non certo per il solo suo collegio elettorale.”

Ramificazioni enormi

Il decreto di Morsi solleva preoccupazioni molto gravi per i diritti umani, ha affermato un portavoce per i diritti umani delle Nazioni Unite, il commissario Navi Pillay. “Siamo molto preoccupati per le possibili ramificazioni enormi di questa dichiarazione sui diritti umani e sullo Stato di diritto in Egitto”, ha riferito Rupert Colville alle Nazioni Unite a Ginevra. “Abbiamo anche paura che questo potrebbe portare ad una situazione molto flessibile nel corso dei prossimi giorni.”

Hassan Nafaa, professore di scienze politiche all’Università del Cairo, ha riferito ad Al Jazeera che Morsi “sta erigendo se stesso a monarca assoluto”, dato che non ha consultato l’opposizione sulla decisione. “Il problema non riguarda il contenuto delle decisioni stesse, piuttosto per il modo in cui sono state prese”. “Questa è una situazione pericolosa per l’intero paese. E ‘molto confusa, perché non sappiamo se siamo in presenza di una dichiarazione costituzionale o di una legge o di soli decreti amministrativi” secondo Nafaa.

Fonte: AL Jazeera

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