La rabbia della Grecia

Il primo ministro greco Antonis Samaras ha dichiarato che il futuro del suo paese era in bilico dopo che i capi finanziari dell’UE non sono riusciti a raggiungere un accordo che consenta ai creditori di consegnare la prossima partita di prestiti per il salvataggio del paese criticamente indebitato.
La Grecia ha reagito con sgomento al fallimento dell’Unione europea ad accettare di liberare i fondi vitali per il prestito di salvataggio del paese. L’avvertimento giunge dallo stesso primo ministro greco: “non è solo la Grecia ad essere in pericolo”, richiamando l’attenzione sulla possibilità, non tanto remota, di uno sfaldamento della base europea.

Il ritardo prolunga l’incertezza sul futuro della Grecia, che si affaccia ad un default incontrollato che potrebbe minacciare l’intera moneta dell’euro. Il primo ministro Antonis Samaras ha sottolineato che la Grecia ha fatto ciò che i suoi creditori dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale le hanno richiesto. “I nostri partner, insieme con il FMI, devono portare a termine ciò che si sono impegnati”. Ha poi ribadito che “non è solo il futuro del nostro paese, ma la stabilità della zona euro intero”. Il ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici ha offerto a Samaras qualche speranza, affermando che i ministri sono ad un ‘soffio’ dal raggiungere un accordo.

Jean-Claude Juncker, presidente della riunione dei ministri delle finanze dei 17 paesi dell’euro, ha dichiarato che i colloqui, durati dodici ore, riprenderanno lunedì. E ‘stato il secondo incontro consecutivo in cui i ministri non sono riusciti a trovare un accordo, mettendo in evidenza la profondità delle loro divisioni su come gestire l’enorme problema del debito greco, senza pesare troppo sulle tasche dei propri contribuenti. Juncker, però, si è detto ottimista sul fatto che un accordo potrebbe essere raggiunto. “Siamo molto vicini ad un risultato. Non vediamo alcun ostacolo insormontabile”, “Ci sono problemi tecnici e calcoli da effettuare nei prossimi giorni”.

Ma le dichiarazioni di Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, che fornisce prestiti di salvataggio alla Grecia a fianco della zona euro, suonavano più caute, “abbiamo ridotto le posizioni.”

Gli investitori hanno reagito vendendo l’euro, che è passata da quaota 1,2810 $ a 1,2755 $ in meno di mezz’ora. C’è disaccordo tra l’FMI e i ministri delle finanze UE sulla gestione della crisi greca e sugli aiuti che son disposti a fornirle e di questo, i maestri della finanza, se ne sono accorti.

I ministri della zona euro sono a favore di dare alla Grecia un extra di due anni per portare il proprio debito al 120 per cento del PIL rispetto alle previsioni che lo attestano al 176 per cento di quest’anno. L’ FMI ha resistito a tale estensione. L’accordo su tale questione è necessario per il gruppo di creditori che dovranno pagare la prossima partita di prestiti, la quale dovrebbe ammontare a € 44.600.000.000 ($57 miliardi).

FOnte: France24

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