Primavera in Giordania

Arrabbiati per l’aumento dei costi della vita e soprattutto dei carburanti i manifestanti si sono riversati nelle strade di Amman, la capitale giordana. Circa 2.000 persone si sono radunate nel pomeriggio di Venerdì nel centro città per protestare contro un pacchetto di aumenti dei prezzi, in base al quale il costo del gas per le famiglie aumenterà del 53 per cento e la benzina di circa il 12 per cento. Ma cosa c’è di diverso in questa protesta e le proteste che si sono tenute precedentemente? Le persone stanno iniziando a chiedere la caduta di re Abdullah. Precedentemente non si erano mai sentite richieste del genere. La massiccia presenza di forze dell’ordine ha garantito che la manifestazione degenerasse in una lotta ideologica tra lealisti e manifestanti.  “Il popolo vuole la caduta del regime” hanno scandito per le strade, le stesse parole che hanno scosso il medio oriente e che han portato la caduta dei regimi egiziano, libico, tunisino. I Fratelli Musulmani, il più grosso gruppo di opposizione del paese, ha invitato la gente a scendere in piazza mentre i leader più anziani dell’organizzazione han deciso di non partecipare ufficialmente.

Re Abdullah si trova al potere dal 1999 da quando il padre, re Hussein, è morto.

Le autorità giordane hanno minacciato di reprimere chi incita alla violenza durante le proteste con il “pugno di ferro”, mentre i gruppi di opposizione si sono impegnati a proseguire le manifestazioni nel regno. Le proteste, esplose martedì in tutto il paese, sono la più grande e più sostenuta che ha colpito il paese dall’inizio delle rivolte nella regione quasi due anni fa. Degli uomini armati hanno approfittano del caos stradale causato dalle proteste e hanno sparato su due stazioni di polizia Mercoledì, ferendo 17 persone, tra cui 13 agenti di polizia, secondo i funzionari. Uno degli assalitori è stato ucciso nel successivo scontro a fuoco. Un’altra stazione di polizia è stata attaccata nella periferia nord di Amman, Shafa Badran, in cui sono state usate armi automatiche. A Salt, a nord ovest di Amman, i manifestanti hanno dato fuoco ad un ufficio civile.

Martedì scorso, circa 500 manifestanti si sono scontrati con la polizia anti-sommossa nella capitale e delle pietre sono state lanciate contro i funzionari dopo che avevano impedito di tenere un sit-in nei pressi del ministero degli interni su Circle Gamal Abdel Nasser.

Bulding deficit

Le violenze sono iniziate nella notte di Martedì dopo che le notizie degli aumenti dei prezzo si sono diffuse. La misura mira a tenere a freno il deficit di bilancio gonfiato per ottenere un prestito di 2 miliardi di dollari dal Fondo monetario internazionale. Pochi minuti dopo che la televisione di Stato ha annunciato la manovra, diverse migliaia di giordani si sono riversati nelle strade. “La strada ribolle di rabbia e un’esplosione si sta preparando”, ha detto Zaki Bani Irsheid, il leader dei Fratelli musulmani, gruppo di opposizione più potente della Giordania. “Vogliamo creare una Primavera giordana con un sapore locale, il che significa riforme del sistema, pur mantenendo la nostra protesta pacifica”.

La Giordania era gia stata colpita da frequenti, ma piccole proteste contro il governo nel corso degli ultimi 23 mesi, tuttavia le recenti manifestazioni hanno attirato l’attenzione del governo del re.

Fonte: Al Jazeera

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