La Cina che cambia

Hu Jintao, il presidente cinese uscente, ha aperto, giovedì, uno storico congresso del partito con un’avviso sulla corruzione dilagante all’interno dello Stato. Hu, che dovrebbe passare il potere al vice presidente Xi Jinping, ha ricordato ai delegati “nessuno è al di sopra della legge”.
Dopo circa un decennio di guida del partito, Hu, si prepara a lasciare il ruolo guida ma anche a imporre drastiche misure per combattere la corruzione che sta alimentando la rabbia del popolo ed a sollecitare il partito comunista a mantenere un controllo politico ferreo.
Nel discorso di 90 minuti ha citato alcuni dei più grossi problemi che la Cina dovrà affrontare nei prossimi anni, tra cui: Il gap tra ricchi e poveri, l’impatto ecologico rovinoso della crescita economica e lo sviluppo squilibrato tra città e campagna che lotta per la sopravvivenza. Tuttavia, poche le nuove idee per affrontare il rilancio dell’economia e soddisfare le esigenze pubbliche di un governo più aperto. Invece ha ampiamente illustrato i processi decisionali che sono stati il segno distintivo dei suoi 10 anni al potere.

 La corruzione potrebbe rivelarsi fatale

In seguito ha continuato: “Se non riusciamo a gestire questo problema, potrebbe rivelarsi fatale per il partito e anche causare il crollo del partito e la caduta dello Stato.” L’appello sulla corruzione segue mesi di scandalo che hanno ulteriormente martoriato l’immagine dei leader agli occhi del pubblico e che ha reso il trasferimento di diversi personaggi. Bo Xilai, uno dei membri anziani del governo, è stato sostituito per il coinvolgimento nel coprire l’omicidio della moglie di un uomo d’affari inglese, ma solo dopo che voci, prove e rapporti dei media han fatto scandalo e mostrato come i leader al potere siano più interessati a quest’ultimo che alla guida del popolo e dello Stato.

Scandalo a parte, la transizione invita sempre ad una difficile contrattazione, sopratutto quest’anno con la Cina apparentemente di fronte a un punto di svolta.
Il vecchio modello di stato-diretto che ha trasformato la Cina in una potenza economica sta vacillando di fronte al crescente debito interno e la debolezza dell’economia mondiale.
Nel frattempo, il governo deve fare i conti con le aspettative del pubblico che continua ad aspettarsi standard di vita più elevati, meno corruzione e una maggiore responsabilità pubblica.

‘Il Partito deve mantenere il controllo’

Per quanto riguarda la questione pubblica, quattro tibetani nelle province del Sichuan e Qinghai si sono dati fuoco alla vigilia del congresso per protestare contro il dominio cinese nelle aree tibetane.
All’alba in piazza Tienanmen, accanto alla sede del Congresso, una donna di 30 anni ha strappato e gettato per aria dei pezzi di carta, urlando a squarciagola: “banditi e ladri!”, Una maledizione spesso rivolte a funzionari locali corrotti. E ‘stata poi allontanata con la forza dai servizi di sicurezza, gli stessi che si stanno prodigando per tenere sotto controllo l’intera Pechino.
Ai tassisti è stato anche imposto di togliere le manopole dei finestrini per evitare che i passeggeri colgano l’occasione per gridare slogan antipartito durante la corsa sul taxi.

Nel suo discorso Hu ha ribadito che il partito deve rimanere in carica ma anche ad imparare ad essere più sensibile alle esigenze del pubblico.

“Dobbiamo garantire l’unità della direzione del partito”, ha detto Hu. Ha poi aggiunto: “Non riusciremo mai a copiare un sistema politico occidentale.”

Fonte: France 24

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