Appello di Cameron per rimuovere l’embargo UE alla Siria

La Gran Bretagna chiede all’UE di rivedere l’embargo posto sulle armi alla Siria come parte di un cambiamento su larga scala che è cominciato con la rielezione del presidente americano Barack Obama, che potrebbe portare ad un eventuale armamento dei ribelli siriani. Come ha affermato Cameron, vorrebbe premere su Obama per porre la questione siriana al primo posto delle priorità internazionali per rimuovere Assad dal potere. La visita del primo ministro inglese al campo profughi ZAatari in Giordania, mercoledì, in cui ha sentito storie terribili lo ha persuaso che la Gran Bretagna e i suoi alleati devono rivedere la propria strategia. Il consiglio sulla sicurezza nazionale inglese discuterà l prossima settimana a riguardo della faccenda. Si prevede una revisione del divieto sulla fornitura di armi UE a tutte le parti in Siria anche se, i funzionari dicono, l’embargo comprende il principio di proporzionalità, nel senso che in caso di un disastro umanitario, come sicuramente e inequivocabilmente è quello siriano, prevede il rilassamento delle restrizioni.

La Turchia ha parlato di tensioni regionali e chiede alla NATO la possibilità di installare postazioni di missili PATRIOL lungo i suoi confini con la Siria. La richiesta giunge dopo diversi episodi di bombardamenti subiti dalla parte turca e potrebe anche essere legata all’idea di istituire una zona di sicurezza e una no-fly zone nelle aree di frontiera. Le mosse di GB e Turchia sembrano anticipare un approccio più audace da parte di Obama per porre fine al conflitto che finora ha mietuto 35 mila vittime.

Il testo dell’embargo dell’Unione europea, approvato due mesi dopo l’inizio del conflitto, dice: “In deroga … le autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare la … vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna , alle condizioni che ritengono appropriate, se risulta loro che tali attrezzature siano destinate esclusivamente ad uso umanitario o protettivo. ”

Sottolineando il passaggio, il ministero degli Esteri ha annunciato mercoledì che non ha intenzione di armare i ribelli per confutare i sospetti di coloro che temono una replica di un intervento della Nato in Libia dello scorso anno, per questo è stato proposta la presenza di ambigue “figure militari all’interno dei gruppi armati ribelli”. In precedenza, il Foreign Office aveva tenuto contatti solo con “i rappresentanti politici dei gruppi armati di opposizione siriani”. William Hague, il ministro degli Esteri, ha detto in una dichiarazione al parlamento che la Gran Bretagna “aderirà alla politica di fornire solo sostegno non letale all’opposizione non armata e solo a scopi difensivi”. Ma il N. 10 di Downing street ritiene che vi sia una mancata corrispondenza tra UE e USA nel fornimento di “aiuti non letali”  ai ribelli, mentre la Russia e l’Iran forniscono le risorse e le armi per le forze governative siriane. Resta inteso che la Gran Bretagna può riesaminare l’embargo dell’Unione europea come una manovra tattica per convincere i russi e i cinesi, i quali, si sono impegnati a porre il veto a qualsiasi risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il primo ministro britannico vuole proporre un consiglio di sicurezza per esaminare la fattibilità della creazione di porti sicuri, un’idea sostenuta dalla Turchia, e di valutare se Assad potrebbe essere convinto a dimettersi con l’offerta di un passaggio sicuro verso un paese terzo. è assodato però che sarebbe difficile ottenere tali paradisi senza imporre una no-fly zone su parti della Siria. Ciò è stato ritenuto impossibile, perché la Cina e la Russia cercheranno di bloccare una simile mossa, oltre che di difficile applicazione a fronte della potente forza aerea siriana.

Cameron è lanciato verso il progetto di portar aiuto ai combattenti siriani e di porre fine alla guerra che sta schiacciando il paese in una sanguinosa guerra civile che prosegue da 20 mesi.  Nel frattempo il principale gruppo di opposizione siriana, il Consiglio nazionale siriano, ha discusso l’elezione di un nuovo leader. Giovedì si riuniranno altri gruppi per formare quello che andrà a essere il governo provvisorio dei ribelli e che andrà a migliorare il coordinamento con i gruppi armati.

Fonte: The Guardian

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