Ancora combattimenti in Siria e il fallimento della diplomazia

Caccia siriani hanno colpito postazioni dei ribelli intorno alla città di Homs, mentre l’inviato internazionale nominato per cercare di risolvere la crisi si prepara a tenere colloqui in Cina.

Due combattenti ribelli sono stati uccisi e 10 feriti, ​Martedì ad al-Mubarkiyeh, un villaggio 6 km a sud di Homs, dove i combattenti hanno assediato un compound a guardia di un impianto di manutenzione di carri armati, così come riportato da attivisti in loco.

Gli attacchi sono avvenuti metre Lakhdar Brahimi, inviato dell’ONU e della lega araba, giunto a Pechino per una visita di due giorni e parte di un tentativo per ottenere il sostegno da parte degli alleati della Siria prima del colloquio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il prossimo mese.

Brahimi ha programmato il colloquio con Yang Jiechi, ministro degli esteri cinese, seguito da  un incontro con Sergey Lavrov, Lunedì, ministro degli Esteri Russo.

Dopo quell’incontro, Brahimi ha affermato che la guerra civile in Siria sta peggiorando e che era “terribilmente dispiaciuto” per il fallimento del cessato il fuoco da lui proposto.

Sia la Cina che la Russia sono alleati del presidente Bashar al-Assad e hanno posto il veto a tre risoluzioni in seno al Consiglio di Sicurezza per la condanna del regime siriano. Entrambi i paesi si oppongono a qualsiasi intervento nella guerra.

La Cina aveva sostenuto il fallimentare tentativo di Brahimi per una tregua di tre giorni, concordata dal governo siriano con i ribelli per la scorsa settimana, in vista delle festività dell’ Eid al-Adha.

Il cessate il fuoco è stato violato non appena entrato in vigore ed entrambi, ribelli e truppe governative, hanno iniziato scontri a fuoco subito dopo l’inizio della festa.

Combattimenti ad Aleppo:

Martedì, attivisti riportato di pesanti combattimenti e raid aerei nella provincia settentrionale di Aleppo, dove i ribelli hanno circondano una zona in cui è situata la sede dell’intelligence della forza aerea.

Gli attivisti hanno inoltre riferito di raid aerei per il secondo giorno consecutivo sulle aree della periferia di Damasco.

Altri scontri hanno riportato di 130 morti, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Un’esplosione nei pressi di un panificio in un quartiere sud-est di Damasco controllata da forze fedeli ad Assad, ha ucciso almeno 11 persone, tra cui donne e bambini, secondo attivisti e agenzia di stampa statale Sana.

Una seconda esplosione è stata riportata in al-Hajar nel quartiere di al-Aswar.

Gli attivisti riportano che un raid aereo delle forze governative ha colpito un autobus e ha lasciato almeno 10 persone a terra. La TV di stato ha successivamente controbattuto che sarebbe stato un attentato “terroristico”.

L’opposizione sostiene che almeno 32.000 persone sono state uccise da quando la rivolta contro il regime di Assad ha avuto inizio nel marzo dello scorso anno. Centinaia di migliaia di persone sono fuggite nei paesi vicini.

Accusa del Qatar

In una intervista televisiva dopo la violenza di Lunedi, lo sceicco Hamad bin Jassim Al Thani, primo ministro del Qatar, ha accusato il governo di Assad di condurre una “guerra di sterminio” contro il suo popolo.

La guerra, secondo lo sceicco Hamad, è stata condotta “con licenza di uccidere, sostenuto in primo luogo da parte del governo siriano e in secondo luogo da parte della comunità internazionale”.

Ma ha anche affermato che il Qatar aveva ancora fiducia in Brahimi, che dovrà recarsi a tenere banco al Consiglio di Sicurezza nel mese di novembre con nuove proposte per spingere al colloquio tra Assad e opposizione.

Secondo Brahimi le Nazioni Unite non considerano l’opzione dell’ invio di una forza armata di pace in Siria, anche se i funzionari competenti stanno pianificando una possibile soluzione nel caso in cui il Consiglio di Sicurezza ordini una tale missione.

E ‘altamente improbabile con la Russia e la Cina appongano il veto.

Il Qatar, insieme ad altri paesi arabi del Golfo, è ritenuto di essere il braccio finanziare e principale sostenitore dei ribelli combattenti contro le forze di Assad. I media sostengono che Turchia e Stati Uniti stiano fornendo informazioni utili per il sostegno di tali sforzi.

Fonte: Al- Jazeera

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