Libya today

Bani Walid si supponeva fosse sicura. Gli ultimi lealisti di Gheddafi avrebbero dovuto esser stati purgati dalla città dopo otto giorni di combattimenti tra i due schieramenti. Tuttavia giovedì scorso, qui, ci si è resi conto che son ben lungi dall’esser sconfitti. Un paio di chilometri in quella che è diventata una città fantasma dopo settimane di combattimenti e di assedio, ad un checkpoint è scoppiata la  tensione dove giovani miliziani filo-governativi vietavano l’ingresso, dicendo che la lotta continuava. Il boom staccato di un cannone antiaereo si mescolava con i colpi pesanti di granate da qualche parte all’interno della città.

” Il nostro governo dice che possiamo tornare a casa, era in TV, mentre la Milizia ha risposto di no” dice  Mohamed Hamzen “sono qui con i miei figli, cosa dovremmo fare?”

Centinai di rifugiati arrabbiati si trovano sull’autostrada in mezzo al deserto mentre uomini pro-Gheddafi resistono in città, il governo libico si è ritrovato spiazzato da questo avvenimento, uno dei suoi peggiori incubi. Dopo che il segretario generale dell’ONU ha chiesto moderazione da entrambe le parti, il governo libico si è rivelato ansioso di chiudere la questione nella città che è stata tra le più fedeli alla causa dell’ex rais, dove gli ex soldati regolari si erano macchiati di omicidi e rapimenti.

Intanto, è chiaro che è l’esercito e non i suoi dirigenti che gestiscono la situazione. Lo scorso venerdì, il capo di stato maggiore ha annunciato una tregua di 48 ore per lasciar fuggire i rifugiati, ma il giorno seguente l’esercito ha lanciato un’offensiva pesante che ha causato 20 morti e 200 feriti.

Mercoledì poi le operazioni militari sono terminate riportando la città sotto il controllo civile. La realtà, giovedì, era che la resistenza non era ancora stata spezzata.

Lo scopo delle operazioni di Bani Walid erano di eliminare le ultime sacche di resistenza da parte di un governo in pieno caos ed un parlamento inabile dopo i tre mesi trascorsi dalle elezioni passati nell’immobilità. Al contrario l’offensiva ha infiammato la città di Bani Walid mentre proteste anti governative sono esplose in un’altra roccaforte fedele a Muhammar Gheddafi, Sirte. Il tanto sospirato consenso unanime che avrebbero dovuto portare le elezioni di Luglio rimane una prospettiva distante mentre il paese si trova in una situazione tutt’altro che sicura.

Fonte: The Guardian

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