Russia e tortura

Serghei Udaltsov, leader dell’opposizione russa, si è presentato oggi ai servizi investigativi di Mosca per essere interrogato. È accusato insieme a due assistenti di aver tentato di organizzare un colpo di Stato ai danni del Cremlino.

Ed è proprio sul caso di uno di loro, Leonid Razvozjaev, che Udaltsov ha voluto attirare l’attenzione. Prelevato in Ucraina e trasportato in una prigione russa, Razvozjaev hai poi denunciato le torture a cui è stato sottoposto per estorcergli una confessione.

“È un caso di tortura, è una vergogna e rovina l’immagine della Russia. Per quanto mi riguarda, se qualcuno si aspetta che io scappi come un cane spaventato, beh, non succederà. Non ho commesso nessun crimine”.

Agli arresti domiciliari, Udaltsov rischia 10 anni di carcere; si trovano in detenzione preventiva, invece, gli altri due membri dell’opposizione.

La loro vicenda si colloca sulla scia della massiccia contestazione che si è scatenata contro il Presidente Vladimir Putin dalle ultime controverse elezioni lo scorso marzo.

Udaltsov ha già passato diversi mesi in carcere per aver violato le regole imposte durante le manifestazioni.

Fonte: Euronews

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