ELETTRICA 4800

Dal 1853 ad oggi a tenere ben salde le redini dell’economia mondiale è stato il petrolio, così come anche molti dei mercati da cui il mondo, o per meglio dire da cui l’umanità dipende. Da 160 anni il consumo di petrolio è aumentato esponenzialmente ed ha acquistato un valore sempre maggiore all’interno del panorama mondiale, tanto da esser definito l’oro nero. Diverse economie, soprattutto dei paesi del medio oriente e Africa, basano l’intera struttura economica sulla risorsa che abbonda in grandi quantità nel sottosuolo. Per più di un secolo abbiamo sfruttato questa risorsa senza risparmiarci, senza un piano di razionamento, l’abbiamo sperperata senza criterio e soprattutto senza scrupoli. Oggi le cose son cambiate e  grazie alla poca lungimiranza ci ritroviamo a far previsioni sulla fine dei giacimenti di facile sfruttamento, sul futuro di quelle economie che ne dipendono e ci ritroviamo a fare i conti dei pro e dei contro.

Grazie al petrolio abbiamo avuto un enorme salto in avanti della tecnologia e del benessere, questo è vero, ma a quale prezzo? Oggi un quarto delle emissioni globali di gas serra, un gas di per se non inquinante ma comunque responsabile del surriscaldamento globale, è prodotto dai mezzi di trasporto.

Nonostante i continui rallentamenti e le difficoltà di produzione alcune case automobilistiche sono riuscite a creare le prime auto elettriche e, se pochi decenni fa si dicesse fosse solo una strada senza sbocco, oggi possiamo dire che il mercato dell’ibrido è pronto per fare la sua parte sulla scena mondiale e darci la possibilità di scegliere tra la via del progresso e la solita strada delle abitudini. A fronte di una spesa iniziale maggiore (se confrontate con quelle a diesel o benzina della stessa categoria) le auto elettriche permettono un risparmio nel tempo, in quello che è un gioco al rialzo sul prezzo del petrolio, arrivato nell’ultimo mese oltre i 100$ al barile, e un alleggerimento di una coscienza che dovrebbe essere collettiva alla domanda “che cosa stiamo lasciando ai nostri figli?”.

Per dimostrare che le auto elettriche sono tutt’altro che una proiezione futura, la Venturi, un’azienda francese del settore, ha modificato un furgoncino Citroen usato dal servizio postale con tre batterie, al posto di una unica di cui son dotate normalmente i veicoli elettrici, e sospensioni rinforzate così da essere del tutto autonoma nel test di endurance che vede come punto di partenza Nairobi, in Kenia, e quello di arrivo Johannesburg, Sud Africa, per un totale di 4800 km con al volante il pilota Xavier Chevrin, già protagonista di una spedizione simile tra Parigini a Pechino a bordo di un veicolo elettrico. Questo viaggio, suscita nella gente che incontrano per la strada, grande curiosità, sia per i due bianche alla guida che per la novità che questi propongono, un’auto del tutto elettrica e soprattutto silenziosa.

La riuscita della missione è basata, oltre che sull’affidabilità dell’auto, anche su quella degli abitanti, dai quali dipende il rifornimento delle tre batterie a bordo, nonostante  quelli che possono essere i problemi di regioni come quelle africane, nelle quali la corrente elettrica, così come i servizi che noi diamo per scontati ad esempio l’acqua, non sono sempre disponibili o soggetti ad interruzioni più o meno lunghe del servizio.

La missione, patrocinata dall’iniziativa Onu sull’energia sostenibile, ha l’obiettivo di testare l’affidabilità del motore elettrico ma potremmo aggiungere, ripercorrere quella che è stata la scoperta dell’Africa nera da parte dell’antenato, il primo motore a scoppio.

Qui puoi trovare la descrizione della missione e i video:

http://missionafrica.fr/

http://www.lifegate.it/it/eco/profit/lifegate_energy/news/l_energia_sostenibile_per_tutti.html

http://www.youtube.com/watch?v=n4-cVmfHlRQ&feature=relmfu

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